La Filiera della cultura incontra le istituzioni

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Il dirigente Carlo Di Cesare

«La lettera di Filiera del 2020 è irricevibile dal punto di vista tecnico. Dare somme a fondo perduto alle associazioni è illegale», Carlo Di Cesare

l’anfiteatro di via Furore

Il luogo che i firmatari della Filiera della Cultura hanno scelto per discutere i problemi del settore insieme alle istituzioni è l’anfiteatro pubblico di via Furore, un luogo ricco di potenzialità che molta parte della città, purtroppo, non conosce. E il fatto che per una manciata di ore l’attenzione si sia spostata su questo spazio fruibile all’aperto è già un primo risultato.

Modesta Raimondi, di Stato Quotidiano, media partner

L’incontro, voluto dai proponenti il Documento, ha visto alternarsi al microfono alcuni dei firmatari: Marco MaffeiPino CasolaroDiego PecorellaFrancesca CapozziCarlo Baldassini e Giuseppe La Torre. Il parlamentare Antonio Tasso, che aveva portato il tema nel suo discorso di fine aula, non ha potuto essere presente. Giuseppe D’Urso, presidente del Teatro Pubblico Pugliese, non ha fatto mancare il suo sostegno. E per il Comune si sono alternate le voci del dirigente Carlo Di Cesare, l’assessore alla cultura Anna Paola Giuliani, i consiglieri Antonio De Sabato e Giuseppe Fatigato.

«Il settore della cultura e dello spettacolo è uno dei più duramente colpiti da questa emergenza», ha detto la voce al telefono di Tasso. «Ho sposato subito il Documento, l’ho inoltrato al ministro Franceschini e ne ho ricavato un ordine del giorno con cui ho chiesto un impegno del Governo a realizzare un censimento capillare delle realtà del comparto culturale sul territorio, per dare vita ad un tavolo permanente che agisca con gli enti locali allo scopo di redigere un piano di sostegno mirato, puntuale e giusto. Il Governo, in quel momento rappresentato dalla sottosegretaria al lavoro e alle politiche sociali, Stefania Nisini, si è dimostrato sensibile approvando quest’ordine del giorno. Sto preparando una proposta emendativa per il Decreto legge Sostegni 2 a favore della filiera e delle categorie dello spettacolo e della cultura».

Tra i temi trattati nel corso della mattina, oltre alla storia della Filiera (dalla prima istanza del 2020 a quella delle scorse settimane), i firmatari hanno riferito il comune sentire dei lavoratori, le speranze, le aspettative, le difficoltà di accedere ai finanziamenti, a causa di criteri di elargizione che secondo alcuni «rischiano di essere discrezionali». 

a destra, il consigliere De Sabato

«Il Documento trova attenzione al livello nazionale. Auspichiamo che accada lo stesso anche con gli enti di vicinanza», hanno detto i lavoratori dello spettacolo, che hanno chiesto un piano di confronto che preveda la partecipazione dal basso di chi conosce i problemi, per una manifestazione di interesse con chiari parametri di valutazione, senza dimenticare le realtà che stanno per spegnersi.

Giuseppe D’Urso del TPP e Pino Casolaro, attore

«Il tema è quello delle garanzie del comparto», ha dichiarato il dirigente Di Cesare. «Garanzie che sono da diversi mesi al tavolo del ministro Franceschini. Non è tanto un decreto sostegni o ristori che può risolvere la situazione, quanto il rivedere il comparto della cultura in Italia. A Foggia negli ultimi sette anni credo che si sia speso bene. Poi può piacere o meno, ma queste sono valutazioni personali. Se uno guarda la spesa pro capite e la confronta con altri comuni in tema di benchmarking, vede che il Comune di Foggia viaggia su 8/9 euro procapite, 101 ha Firenze, ma Messina e Napoli, che sono in pre-dissesto come noi, viaggiano su 10,7/11. Quindi più o meno siamo in linea con gli enti in pre-dissesto». E sulla lettera della Filiera del maggio 2020: «Noi l’abbiamo vista bene e ne abbiamo parlato. Dal punto di vista tecnico riteniamo che sia irricevibile. Immaginare che si possa prendere una somma, dividerla per 40 e dare soldi a fondo perduto alle associazioni, è illegale».

L’assessore alla cultura del Comune di Foggia, Anna Paola Giuliani

«In tema di politiche culturali siamo fermi all’ultimo trattato di Maastricht, e questo significa che qualche problema c’è», è l’opinione di Anna Paola Giuliani, che ha rinnovato la sua affezione ad un campo che dice di sentire profondamente vicino. «Il vostro mondo è il mio mondo, perché è quello da cui ho tratto di più. Molti di voi li conosco personalmente e negli anni credo di avervi dato tanti meriti. Detesto i pregiudizi e non ho mai pensato di aprire un fronte contro di voi».

Il consigliere Fatigato e il direttore d’orchestra Carmen Battiante

Le conclusioni al dibattito restano aperte, per un settore che ha il vero nemico nel Covid e non nelle istituzioni, come ha spiegato Marco Maffei.