Il cortometraggio di Gianpier Clima è stato un grande successo

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È stato un grande successo di pubblico il cortometraggio di Gianpier Clima, dal titolo “Foggia-Betlemme… E io segno”, proiettato alle 19 dello scorso 25 gennaio nel sontuoso scenario del Teatro comunale Umberto Giordano. Sono state molte, infatti, le persone in attesa che non sono riuscite ad entrare a causa del raggiungimento del numero consentito di posti.

La serata, realizzata grazie al sindaco Franco Landella, per il tramite dell’assessorato alla Cultura, nella persona di Anna Paola Giuliani e del dirigente Carlo Di Cesare, ha rappresentato l’anteprima assoluta di un prodotto filmico che ha mantenuto intatto il suo carattere di sperimentazione.

Per una serata, dunque, il teatro Giordano si è travestito da cinematografo, proiettando un corto di 14 minuti, che non mette in scena attori, né persone in carne ed ossa, quanto piuttosto le statuine natalizie del grande presepe di Michele Clima, il cui nome per l’edizione 2019 è stato “La Cantata dei pastori”. Possiamo parlare dunque di felice incontro tra due generi espressivi e artigianali che sono partiti da un’anima condivisa per poi muoversi in ambiti diversi, senza per questo interrompere il dialogo che li ha uniti, col risultato di una gradevole pellicola sperimentale che narra volti e luoghi più o meno noti della storia locale.

La voce narrante è stata quella di Nicola Rignanese, attore foggiano di cinema e televisione che, non potendo essere presente, ha inviato un video messaggio di saluto al teatro su cui ha mosso i primi passi della sua carriera.

Il cortometraggio vanta un’ottima tecnica di ripresa nella descrizione dei suoni e nella ricostruzione del vociare locale che riproduce quello foggiano, nelle sue strade caratteristiche come ad esempio quella del mercato. Clima ha utilizzato carrellate basse, soggettive e riprese aeree, per il cui perfezionamento nel montaggio ha trascorso alcune giornate a Vienna a casa del professionista e amico Carlo Pelikan.

Come nei suoi precedenti lavori, Ndo sta Ndunett24 e Trabucco tra cani, l’opera di Gianpier racconta di amicizie consolidate e di curiosità per il territorio, che il video maker rivisita con un occhio che non perde mai leggerezza ed umorismo.

Dallo sguardo intimo e storiografico sul presepe, che negli anni passati ha goduto di luoghi espositivi di pregio come i Sotteranei foggiani della Banca Monte Paschi di Siena e il Teatro del Fuoco, Michele Clima ha tratto il testo che fa da sceneggiatura al cortometraggio. Un testo che fonde il canovaccio teatrale de “La Cantata dei pastori” di Perrucci del 1698 con il testo duecentesco de “La Legenda Aurea”, di Jacopo da Varagine.  Il tutto in un racconto che alterna spiritualità a situazioni prosaiche e dissacranti.

La proiezione, che ha visto un talk introduttivo, è stata animata oltre che dai fratelli Clima, anche dal professor Italo Sarcone, illustre filologo, scrittore napoletano del presepio e di storia partenopea, profondo conoscitore del mondo di San Gregorio Armeno e dei suoi misteri antichi. Accanto a lui Alberto Mangano, curatore ed ideatore del sito web “manganofoggia.it”, che ospita storie, personaggi, leggende, fotografie e vecchi ricordi di una Foggia scomparsa e ancora attuale.

I temi trattati sono stati quelli della ricercata contemporaneità del presepe, in un’epoca secolarizzata che si è gradualmente spogliata dalla dipendenza dal dogma religioso, oltre al rapporto tra il manufatto e il meridione d’Italia. Pure si è riportato un resoconto simbolico delle statuine del presepe, che trasformano il suo manufatto in uno spazio vivo in cui esercitare il pensiero, ed in cui il fare ed il sapere sanno tenersi per mano.

La serata è stata condotta dalla giornalista Modesta Raimondi e vivacemente animata dai due artisti e cantastorie Giustina Ruggiero e Michele dell’Anno, che hanno allietato la sala con canzoni del repertorio locale, ormai sconosciute ai più.

Il valore aggiunto della serata, sta in uno spettacolo che si è fatto portatore di una profondissima esigenza di identità storica condivisa e positiva, tanto più viva quanto maggiori sono le difficoltà che il territorio attraversa. Un’esigenza di positività e spessore culturale che i Clima, insieme al tutto il parterre degli ospiti, hanno saputo prendere per mano per farne una festa.