Alessandro Clima, da Foggia a Londra andata e ritorno.

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Il designer che ha disegnato due delle nuove camere del Trabucco da Mimì, a Peschici.

Quando turisti e residenti si mettono insieme per rivalutare il territorio

I suoi lavori sono comparsi su prestigiose riviste di settore come “AD Italia” ed “Elle Decoration”, mentre “Tutto Casa Cucine” lo ha definito un “giovane designer italiano che sta imponendo il proprio nome nel mondo del designe a livello europeo”. 

Stiamo parlando di Alessandro Clima, foggiano classe 1972, a Londra dal 1996. 

Dagli studi presso l’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma, di tempo ne è passato. I primi passi professionali li ha mossi in Italia, ma la svolta è arrivata con il trasferimento oltremanica, dove un sistema di norme basato sulla meritocrazia ha fatto sì che il suo talento emergesse.

«Ho deciso per l’Inghilterra dopo una vacanza trascorsa a Londra», racconta. «Sono specializzato negli arredi su misura che disegno personalmente: quei mobili e quei divani che tengono conto di ogni particolare della vita, delle esigenze e della fisionomia del mio cliente».

Il nome di Alessandro Clima è legato a grandi marchi e ad allestimenti di luoghi assai differenti tra loro: case private, una chiesa italiana a Londra, ristoranti, club, negozi, residence e discoteche. Tra i suoi studi, quello per Vivienne Westwood, David Collins, Furla, il residence Gattarella ed oggi anche il Trabucco. Quel Trabucco dei gemelli Ottaviano, discendenti dallo storico Mimì, il cui volto segnato dalle rughe e dalla vita a stretto contatto col mare, troneggia in un murales sui muri aperti del locale.

«Ho viaggiato moltissimo per lavoro. Ho arredato a Miami, New York, Tokio, al Principato di Monaco, e senza dubbio ritengo che il Trabucco da Mimi sia uno spazio unico al mondo. Un luogo spettacolare».

Il Trabucco da Mimì, che nel suo calendario vede i tavoli per la ristorazione già occupati per i mesi di luglio e di agosto, è un luogo suggestivo e indimenticabile: un trabucco secolare incastonato su un costone roccioso di Punta San Nicola a Peschici, a ridosso di alcune delle baie più belle del promontorio garganico. È di proprietà della famiglia Ottaviano da ben 5 generazioni. E dal 1975 ha smesso di essere solo un ruvido strumento di pesca, per trasformarsi in spazio vocato alla ricezione turistica.

«Lavorare per ridisegnare le camere del Trabucco è stata una bella esperienza», racconta Clima. «Si tratta di un luogo che ha molto a che fare con le mie radici, con la mia infanzia, con gli odori ed i sapori che mi riportano indietro nel tempo. L’acqua, il mare, il sole e la gente sono gli elementi di cui il Trabucco vive».

Delle 4 camere per gli ospiti, 2 sono state interamente ristrutturate da Clima, altre solo parzialmente. I loro nomi sono Onda, Ebrezza (quelle ridisegnate), Chianca e Duna. Da una si vede il sorgere del sole, dall’altra il suo tramonto. 

«Il concept che ha animato le mie scelte stilistiche viene dalla costa», continua. «Ho utilizzato legni portati dal mare, reti dei pescatori, rostri, caperroni. Come colori ho scelto l’azzurro, il celeste, il verde acqua, il tortora. Grande importanza ho dato all’illuminazione».

Le stanze, (da alcune si vede il mare pure stando a letto), si offrono dunque alla nuova stagione estiva. E non solo.

«Il Trabucco non è solo pernottamento e ristorazione», conclude Clima. «Il Trabucco è un luogo in cui poter trascorrere 24 ore di fila, un’intera giornata, facendo esperienze tra loro molto diverse».

E se un nome come quello di Clima si sposa ad un luogo che non ha nulla da invidiare a siti di interesse internazionale (come quello del Trabucco da Mimì), vuol dire che la ricezione nel territorio garganico continua a crescere, e che lo fa tenendo insieme i suoi figli migliori. Unendo in un’intenzione unica le competenze che foggiani e peschiciani (turisti e residenti) hanno acquisito nei loro viaggi in giro per il mondo. 

Foggiani e peschiciani che si conoscono da sempre, sin da quando il Trabucco era un mero luogo di pesca, in cui alcuni degli storici nipoti di Mimì, molti ricordano il simpatico Mario Ottaviano, facevano accomodare gli amici per una bruschetta, una frittura e due birre.

Oggi Mario Ottaviano è un imprenditore intelligente, che ha portato anche a Milano la sua gustosissima idea dei Panini di mare. Mentre i gemelli Domenico e Vincenzo gestiscono il Trabucco, che negli anni è diventato una vera e propria perla riconosciuta per il suo inestimabile valore anche da Alessandro Borghese, che le ha conferito lo scettro nel programma 4 Ristoranti.

E se turisti e viaggiatori che giungono da ogni dove, troveranno ad accoglierli nuove stanze dalla cui doccia (in alcune) si vede il mare, Alessandro Clima sogna un personale giro di boa.

«Per il mio futuro sto costruendo soluzioni che mi vedranno sempre più spesso in Puglia», racconta. Il che non significa abbandonare l’Inghilterra o diventare stanziali in un unico luogo ristretto. Significa solo che le radici foggiane, con contaminazioni garganiche, potranno nutrirsi di nuova linfa. 

«Per spostare il mio baricentro ho cominciato dalle piante», racconta l’interior designer che da diversi mesi è in Puglia. «Adoro le piante, ma fino a poco tempo fa non le avevo mai coltivate nella mia casa di famiglia qui a Foggia. Sapevo che presto sarei rientrato a Londra e temevo morissero per mancanza di cure. Ora invece ne ho acquistate parecchie e vedo che crescono benissimo: significa qualcosa. È un piacere osservare le nuove foglie e nuovi fiori che godono della luce dell’Italia». 

Insomma, le piante di Clima sono il simbolo di una permanenza in Puglia che si fa sempre più importante, e che trova nelle stanze dello storico Trabucco da Mimì, solo una delle orme del suo passaggio. Perché per ridare vita alle proprie radici, si può partire anche da un minuscolo germoglio.