È BELLO LEGGERE

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È bello leggere quando i legami tra persone non ci soddisfano completamente, e nei libri troviamo un ristoro alla qualità di incontri che stiamo cercando.

È bello leggere perché si continua ad avere nostalgia della giovinezza. E l’empatia che si crea con storie e personaggi, è la cosa che più assomiglia alle confidenze giovanili, quando si entrava nei panni dell’altro, senza status né propaganda.

È bello leggere perché la lettura condivisa crea comunità preziose.

È bello leggere perché isolarsi da tutto e tutti con un libro, è una battaglia che non sempre si vince. Ma quando capita, il suo benessere dura per ore.

È bello leggere perché i libri sono gli amici da ritrovare ogni volta che se ne ha bisogno. E non c’è mai il rischio che ti lascino solo.

È bello leggere perché nelle pagine c’è sempre da imparare. E spesso, anche una risposta.

È bello leggere perché hanno inventato gli audiolibri che ci fanno camminare. Bastano un paio di cuffie e una carezzevole voce attoriale per tenersi in forma, respirare aria e non sentirsi soli durante una passeggiata da soli.

È bello leggere perché con gli audiolibri la lettura diventa ascolto, le orecchie prendono il posto degli occhi, e la mente scopre nuovi canali di apprendimento. Cosa c’è di più bello di una voce che ti spiega una storia, selezionando le musiche migliori per accompagnarla? Non è qualcosa che assomiglia all’infanzia, ci fa tutti più attenti e ci allena all’ascolto dell’altro? 

È bello leggere perché gli audiolibri fanno compagnia a tutti, anche a coloro che a leggere non ci riescono più.

È bello leggere perché gli audiolibri favoriscono l’artigianato e il lavoro manuale. Fare qualcosa con le mani e ascoltare con le orecchie, è un’attitudine complementare e perfetta che non si comprende finché non la si sperimenta. 

È bello ascoltare gli audiolibri perché ben sposano l’irrequietezza alla sete di sapere, che sembrerebbero incompatibili a chi non riesce a stare fermo, al chiuso, seduto ad una scrivania. 

I seguaci di Aristotele, i peripatetici, imparavano camminando, mostrando che addentrarsi in una storia, in una critica o in un saggio, mentre si è all’aria aperta, con il corpo in movimento, è davvero congeniale a ciò che siamo. C’è un legame profondo che unisce i piedi alla mente. E ogni passeggiata diventa qualcosa di diverso dal semplice passeggiare.

È bello leggere perché leggendo si adora anche la solitudine e il silenzio.

È bello leggere perché il libro, la sera tardi, nel letto, concilia il sonno. 

È bello leggere perché il pensiero acquisisce profondità, e viene favorito nella sua naturale tendenza a fare collegamenti tra le cose.

È bello leggere perché la lettura, con i suoi tempi di penetrazione, ci rende acuti e propensi ad avere buone idee.

È bello leggere perché fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza. E se si inizia con i maestri giusti, la conoscenza è davvero una fonte a cui è bello abbeverarsi. 

È bello leggere perché la lettura è diversa dalla tv.

È bello leggere perché la lettura tiene a bada la violenza, non foss’altro perché crea attitudine a capire il pensiero dell’altro. Imparando che sulla stessa scena, convivono molteplici punti di vista.

È bello leggere perché abbiamo bisogno di pensare con la nostra testa, se non vogliamo essere governati come un gregge.

È bello leggere perché il pensiero critico ci fa diversi, e diventa più interessante confrontarsi ed ascoltare le idee degli altri.

È bello leggere perché la politica e la tecnologia data alle masse, appiattiscono la nostra mente e indeboliscono la memoria, abbassando la nostra capacità di fare attenzione. È per questo che è bello leggere: perché la lettura diventa una civile forma di resistenza.

È bello leggere perché leggendo si ammette che non esiste la verità assoluta, e di ogni assunto può essere dimostrato anche il suo contrario. L’accettazione che la verità è plurale, insegna la convivenza tra differenze. 

È bello leggere perché solo imparando si capisce di essere una parte infinitesimale di questo mondo. Tenere a bada l’ego è esercizio che rende ogni interlocutore più piacevole. Del resto, cosa c’è di più noioso dell’autoreferenzialità come base di partenza per muoversi nel mondo?

È bello leggere perché alcuni testi sono vivi e fondano la nostra esistenza. Sono vivi da millenni. Non perché continuamente ristampati, ma perché l’umanità se ne abbevera, alla ricerca di senso, organizzazione societaria e valori condivisi.

Il riferimento è ai testi sacri, che da sempre ispirano collettività e rappresentano la materia madre da cui tutte le altre discendono. Perché la storia di ogni forma espressiva, dalla scultura alla pittura, dalla filosofia al romanzo, ha basi nella religione a lei coeva. 

Se ben allenata negli anni, dunque, l’attitudine alla lettura avrà generato sapienza, ascolto e tolleranza. Tolleranza che potrebbe consentire anche a testi sacri, diversi tra loro, di coesistere. E dai libri, chi lo sa, la pacificazione potrebbe allargare la sua ombra anche a uomini di religioni opposte. Religioni da cui ogni cosa discende, non solo la fede ma anche la guerra e la rivolta.

È bello leggere, infine, perché le ragioni non sono solo queste. E lo stesso invito a pensarci, potrebbe fare comunità. 

La più bella tra tutte, resta la pluralità della verità, madre di ogni concordia.