Da te

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Da te oggi ci conoscevamo tutti, abbiamo condiviso la giovinezza in un modo o nell’altro, più o meno vicini tra noi, più o meno lontani.
Storie intrecciate.
Quelli i cui intrecci sono rimasti stretti sono i più fortunati.
Penso ai nostri cuori inquieti, spavaldi, spaventati, intimi, abbracciati, curiosi. Agli amori e alle amicizie, alle conoscenze, agli attimi rubati che sono rimasti, a quei mille ricordi che ci scorrono dentro.
Guardavo tra i banchi ed eravamo tutti invecchiati. Eppure felici di esserci per te, grati del compiere gli anni, di poter soffiare sulle candeline.
É stata una specie di adunata. Ci siamo rivisti mentre ti ricordavamo, mentre pregavamo per te.
Un’adunata di vite sovrapposte. Che si sono sfiorate, legate, ignorate, ritrovate.
Ho sentito un respiro unico, il respiro del tempo che passa mentre ci troviamo di nuovo accanto, ogni volto un ricordo, e in ognuno un ricordo di te, un legame, un’esperienza condivisa.
Ho sentito la vita, l’ho sentita forte, proprio mentre ti ha visitato la morte, che ci gira intorno sempre di più.
Un abbraccio a voi Clima, famiglia di sangue e a voi, amici, famiglia di elezione, voi che non siete miei stretti ma siete così stretti tra voi da sembrare fratelli. E siete meravigliosi per questo. Mi rendete chiara la scala delle priorità. Coraggio a tutti.